Archivi tag: romanzi

#ProposteDiLettura: One di Sarah Crossan

One di Sarah CrossanOne
Sarah Crossan

Editore: Feltrinelli
Pagine:400
Prezzo: € 15.00
Età: da 14 anni in su

Grace e Tippi sono gemelle, gemelle siamesi, e la loro vita sta per cambiare. Dopo aver ricevuto per anni l’istruzione scolastica a casa, dovranno avventurarsi nel mondo là fuori, un mondo fatto di sguardi, mormorii e commenti. Troveranno qualcosa di più, a scuola? Potranno trovare veri amici? E l’amore? Quello che né Grace né Tippi possono sapere è che le aspetta qualcosa di ben più grande e grave del compatimento e dello scherno dei compagni. Dovranno fare una scelta straziante, prendere una decisione che potrebbe separarle e cambiare la loro vita come mai avrebbero potuto immaginare.

Sarah Crossan, irlandese, si è laureata in Filosofia e Letteratura prima di cominciare a insegnare Inglese e Teatro all’università di Cambridge. Ha poi lasciato l’insegnamento per dedicarsi completamente alla scrittura. All’uscita in Inghilterra, One (Feltrinelli, 2017) si è posizionato al primo posto nella classifica YA su Amazon. Nel 2016 è stato insignito della Carnegie Medal, il più prestigioso riconoscimento inglese per la letteratura per ragazzi e ha ricevuto molti altri importanti premi letterari (YA Book Prize, CLPE Poetry Award CLIPPA, CBI Book of the Year Award, CBI Children’s Choice Award, Redbridge Teenage Book Award, Cheshire Schoools Book Award, White Ravens Label). I diritti di traduzione sono stati venduti in diciassette paesi.

Intervista all’autore: Giuliana Facchini (e Brik, il suo border collie)

intervista-autore-facchini
Come anticipato alcuni giorni fa nel post di presentazione del romanzo Io e te sull’isola che non c’è di Giuliana Facchini, oggi abbiamo una chicca per voi lettori…un’intervista con l’autrice in cui poter scoprire cose nuove su di lei, il suo amico Brik, il romanzo e le altre sue opere. Se alla fine dell’intervista avrete altre domande per l’autrice, scrivetele nei commenti in fondo all’articolo e le farò avere a Giuliana. Ricordatevi che potete scoprire altro di Giuliana e Brick anche andando sul loro sito/blog www.ilgiovanebrik.com


Io a Brik: Ciao Brik! Sei bellissimo lo sai?
Brik: – Effettivamente…

Io a Giuliana: Cosa fai nella vita e come sei arrivata alla scrittura?
Giuliana Facchini, fotoGiuliana: Sono una scrittrice, ma mi occupo anche di promozione ed educazione alla lettura nelle scuole e tra i ragazzi. Quasi sedici anni fa cominciai a scrivere storie per i miei figli, allora bambini. Le raccontavo ad alta voce e poi le scrivevo. Dalla narrazione orale alla scrittura non è un passo facile, ma rimasi affascinata da quello che divenne un progetto a vita e una sfida. Cominciai a leggere più di quanto avessi mai fatto,a seguire eventi e seminari di grandi scrittori e non smisi mai di scrivere storie. La mia professionalità si fonda ancora oggi sulla scrittura, sulla lettura e sull’attenzione ai festival e agli eventi legati ai libri.

bryceIo a Brik: Ci racconti chi siete tu e la tua Umana di Riferimento Giuliana?
Brik: – Beh, io sono un cane, per la precisione un border collie; ho un mio blog e l’Umana scrive per me. Io per lei sono fonte di ispirazione, modestamente. Ci piace molto camminare insieme, specie nei boschi o sui sentieri di montagna, e mentre siamo nella natura, senza guinzaglio ma con le stesso passo, lei pensa ai suoi romanzi, alle sue nuove storie. Poi torniamo a casa, io mi metto a dormire sotto la sua scrivania e lei scrive.

Io a Giuliana: Perchè romanzi per ragazzi?
Giuliana: Non mi piace la definizione di romanzi per ragazzi, un buon romanzo piace a una persona di qualsiasi età, ma è vero che il mio lettore ideale si trova tra i ragazzi e gli adolescenti. Potrei cambiare, forse un giorno lo farò, ma per ora non ne sento l’esigenza. Mi piacciono i miei lettori, il dialogo con loro e il confronto. I ragazzi non mentono: un libro piace oppure no. Io amo la sincerità e la schiettezza, più del marketing! 

Io a Brik: Com’è il tuo rapporto con Giuliana?
Brik: – Non è niente male come Umana, mi dà ottimo cibo, gioca con me e andiamo sempre in biblioteca insieme. Certo, è fissata con l’educazione, con i controlli veterinari, non sopporta chi sporca le strade e chi tratta male gli animali, i bambini, gli anziani. Si inquieta alle volte e devo difenderla con qualche abbaio in più, è la mia Umana, in fondo!

Io a Giuliana: Dove trovi l’ispirazione per le tue storie?
Giuliana: “Ispirazione” è il nome della barca a vela dove vive il personaggio di una delle mie storie ancora inedite. Credo che l’ispirazione sia come una barca, usi il vento per veleggiare, non possa andare controvento ma lo debba risalire, possa trovarsi nella calma piatta o in mezzo a una bufera. Così si trovano le storie, senza cercarle, semplicemente vivendo.

Io a Brik: Anche tu la aiuti nella promozione della lettura?
Brik: – Gli umani che leggono, sono umani migliori, lo so d’istinto. 

Io a Giuliana: Quanto è importante il mondo canino in quello che scrivi?
GiulianaA mio parere vivere a contatto con gli animali e la natura aiuta le persone nella relazione con gli altri. Essere sensibile ai bisogni di un cane o un gatto, ad esempio, insegna una comunicazione diversa, non verbale; aiuta a sviluppare empatia, a rispettare istintivamente l’altro che sia uomo, animale o albero

Io a Giuliana: Chi sono i personaggi di Io & te?
GiulianaDue ragazzi come tanti, speciali come tanti, imperfetti come tutti noi.

Io a Giuliana: Tra tutti i libri che hai scritto c’è un personaggio che hai amato più di altri?
GiulianaI personaggi dei miei romanzi sono tutti buoni amici!

Io a Giuliana: Prossimi progetti?
GiulianaTanti, sempre troppi per realizzarli tutti!

Gli altri romanzi di Giuliana:
come-conchiglie schermata-2016-12-06-alle-17-05-16 schermata-2016-12-06-alle-17-05-50 schermata-2016-12-06-alle-17-06-11 schermata-2016-12-06-alle-17-06-46 schermata-2016-12-06-alle-17-07-09 schermata-2016-12-06-alle-17-06-29

I Classici che tutti dovremmo avere

Ho appena scoperto questa bellissima collana di Classici pubblicata da Il Battello a Vapore. Da Piccole donne ad Haidi, da Pinocchio a Il Giro del Mondo in 80 giorni. Storie senza tempo che tutti dovremmo avere nella nostra libreria personale.

Piccole donne di Louis M. Alcott

Edizione Il battello a Vapore
illustrazioni di Donata Pizzato, traduzione di Laura Cangemi
Rilegatura: BROSSURA CON ALETTE
Pagine: 520
Prezzo consigliato €12,00

“Ci sono dei libri che fanno scalpore, poi vengono dimenticati. Altri sopravvivono al passare degli anni: sono i classici. Uno di questi è Piccole donne: racconta la crescita di quattro sorelle adolescenti nell’Ottocento americano, un tempo lontanissimo dal nostro, apparentemente molto diverso. Eppure le sorelle March parlano il nostro linguaggio, vivono le stesse nostre emozioni.”

Il giro del mondo in 80 giorni di Jules Verne

Edizione Il battello a Vapore
Traduzione di Mario Sala Gallini, Illustrazioni di Matteo Piana
Rilegatura: BROSSURA CON ALETTE
Pagine: 464
Prezzo consigliato €12,00

“Girare il mondo è una sfi da e l’occasione per fare esperienza, scoprire altre usanze, mangiare cibi diversi, conoscere nuove persone, crescere un po’ di più. Comincia con Il giro del mondo in 80 giorni, cara lettrice, caro lettore. E non smettere più di viaggiare: con la mente, con il cuore, e qualche volta anche con la valigia in mano”

E tanti altri che potete trovare sul sito de Il Battello a Vapore

Libri da leggere e non solo sotto l’ombrellone.

Ci sono dei libri che sanno scaldarti il cuore. A volte si pensa che scrivere per ragazzi significa solo raccontare favole o arrichire la realtà con orchi, vampiri ed elfi. Non è così. Significa far parlare il cuore, dimenticare le logiche dei grandi. Dare colore al grigio. Ascoltare le lacrime e i sorrisi perchè in ognuno di loro si nasconde una storia. E le storie uniscono, facendoci sentire meno soli.

Innamorarsi di April” di Melvin Burgess (ed. Mondadori, 9.00€): Tony si è da poco trasferito con la madre in un villaggio sul fiume, dopo la separazione dei genitori. È povero ora, solo e con un futuro precario davanti a sé. April è bellissima e sorda. Ama la natura, il vento, il fiume e i suoi cigni. Tutti in paese pensano però che sia una povera ritardata di scarsa moralità. Tony è chiuso in un mutismo ostinato. April è prigioniera del suo mondo di silenzio. Sarà l’incontro delle loro infelicità silenziose, il loro avvicinarsi dolce e leggero, a salvarli in modo speciale.

-“I colori del buio” di Kathryn Erskine (ed. Mondadori, 9.00€): Caitlin non ama essere toccata e ha un rapporto diffìcile con le persone intorno. Adora disegnare, ma solo in bianco e nero perché i colori la confondono. Ad aiutarla a capire le sfumature del mondo c’era Devon, il fratello adorato, ma da quando è morto in una tragica sparatoria nella sua scuola tutto sembra andare in frantumi. È solo la caparbietà di Caitlin a spingerla a rimettere insieme i pezzi, ad accettare il dolore. E, soprattutto, a farlo insieme agli altri: qualcosa di caldo e luminoso di cui non potrà più fare a meno.

Due lune” di Kathryn Erskine (ed. Mondadori, 9.00€): Salamanca ha un nome buffo, due nonni stravaganti e sangue pellerossa nelle vene. Ma queste non sono le uniche cose insolite nella sua vita: la mamma è svanita nel nulla e il padre sembra corteggiare una donna molto strana. E anche la sua amica Phoebe si diverte a circondarsi di misteri irrisolvibili. Una storia di confidenze e sorprese, saggia e imprevedibile come la natura, onirica e profonda come un canto indiano.

Incontrando Giulia Blasi

Irene vive per leggere e sogna di leggere per vivere, Mira si sente una rockstar con e senza chitarra al collo e Davide è la stella della squadretta di calcio locale, ma trascorre i giorni nell’attesa di un provino da professionista. Vivono a Vallefiora, un borgo contadino ristrutturato da un pugno di intrepidi ecologisti, “il paradiso terrestre, o giù di lì”, dove in realtà c’è poco altro da fare se non inventarsi le giornate fra un centro ricreativo, un garage attrezzato a sala prove e la corriera che ogni giorno li porta a scuola. Ogni cosa per loro è routine, dagli orari ai divertimenti alle norme che regolano i rapporti sociali fra il gruppo dei calciatori, quello degli studenti delle superiori e i ragazzi delle medie. Finché un evento in apparenza insignificante mischia le carte, incrociando le vite di Irene, Mira, Davide e i loro amici, mentre la scuola finisce e l’estate è alle porte. Tutto comincia a cambiare, costringendo i tre ragazzi a rimettere in discussione idee, prospettive, aspirazioni e desideri

Giulia Blasi nata a Pordenone ma vive e lavora a Roma. Scrittrice…cosa possiamo aggiungere di te per farti conoscere meglio ai nostri lettori?

Qualunque cosa io dica potrà essere usata contro di me. Lasciamola così, via. Non c’è bisogno di dire troppo dell’autore perché uno si goda un libro (o lo scagli dall’altra parte della stanza, io su quello sono d’accordo con Dorothy Parker).

In tutte le librerie è possibile trovare, sfogliare, leggere “Il mondo prima che arrivassi tu” (mondadori).Ti va di parlarci di questo tuo nuovo romanzo?

Questa volta è più difficile delle altre volte, perché è un romanzo, e i romanzi a raccontarli perdono un po’ del loro sapore. È una storia di crescita, il racconto del momento inevitabile in quasi tutte le vite in cui l’equilibrio dei rapporti si spezza e si diventa adulti, guadagnandosi una fetta di indipendenza dai genitori e anche, a volte, dagli amici.

Leggendo il tuo blog ho trovato una notizia curiosa, faccio copia e incolla…

“…Non scrivevo un romanzo intero dal 2001. Non che non ci abbia provato, capiamoci: dal 2001 in qua ne avrò iniziati almeno quattro, forse sei, tutti rigorosamente abortiti, alcuni anche a svariate decine di pagine dall’inizio…Questo qui l’ho scritto in tre mesi, neanche il tempo di prendere fiato e pensarci. In realtà era lì da un paio d’anni, in attesa…”

Questa storia che ha riposato a lungo dentro di te, come è nata? Da quali idee, suggestioni, ricordi, incontri?

Ero sul tapis roulant, sudata come un camallo, e ascoltavo Save a Prayer dei Duran Duran. Non so da dove – forse dal delirio agonistico – è scaturita l’immagine di due ragazzini che si parlavano fra i mulini a vento. Il mio metodo, in questi casi, è lasciare che l’idea scorra via: se torna, era buona (o comunque mi tocca scriverla per liberarmene), se sparisce vuol dire che non mi apparteneva. E invece niente, questi erano sempre lì, giorno dopo giorno e chilometro dopo chilometro. Probabilmente i Duran Duran hanno influito, essendo la musica della mia adolescenza.

I personaggi sono vivi, mentre leggi il romanzo sembra di vederli, scorgerli e persino conoscerli. Su questo punto ti faccio due domande, la prima è come crei i tuoi personaggi, e la seconda che rapporti instauri con loro?

Non sono diversa dagli altri scrittori, nel senso che per me come per molti altri la scrittura è una forma di psicosi, in cui i personaggi diventano per te persone vere, le puoi annusare, toccare, le conosci perfettamente, hanno un volto, una voce, una forma di presenza fisica che percepisci solo tu. Anche ad anni di distanza sai che cosa fanno e dove vivono, e raramente li perdi di vista.

Irene e Davide sono i primi nati, ho solo dovuto cercare per loro dei nomi che fossero adatti, e credo che questi siano perfetti. Mira invece è nata dal suo nome, al contrario, come anche Pier (che però è nato dal suo soprannome). Poi li ho lasciati andare, il resto l’hanno fatto loro quasi spontaneamente.

Giulia adolescente ; cosa sognava, come trascorreva le sue giornate, cosa amava?

Giulia adolescente ha avuto un’adolescenza notevolmente brutta, solitaria e senza amici. Però vivevo in un paese piccolo che rispondeva a norme sociali molto stringenti, esattamente come Vallefiora.

Di Vallefiora cosa possiamo accennare?

Che è un microcosmo, e come tutti i microcosmi ha le sue regole. La regola fondante di Vallefiora è “Non inquinare”, e da questo scaturiscono parecchi snodi della trama.

Parliamo di Scrittura. Quando e come hai inziato a scrivere?

Se contiamo gli esperimenti giovanili, avevo circa quattordici anni. La prima volta che ho provato a pubblicare qualcosa avevo ventinove anni, e ci sono riuscita subito. Anche perché ho scelto un editore piccolo che ci ha creduto, e un direttore editoriale, Valerio Fiandra, che tuttora ci crede anche se non abbiamo più fatto niente insieme. Quando entro in crisi e mi blocco, spesso faccio ricorso a lui, che ha un rapporto con la narrativa viscerale quanto me.

Negli anni , che rapporto hai instaurato, nel quotidiano con la scrittura?

Scrivo tutti i giorni, principalmente perché di scrittura vivo ma anche perché è il mio mezzo espressivo preferenziale. Scrivere obbliga a organizzare i pensieri, il che è un esercizio utile.

A conclusione del romanzo si trova una Playlist. Ascolti musica mentre scrivi?

Sempre. Ho un mix di canzoni che uso a ripetizione, tirando scemo il mio fidanzato, che vive con me e ogni tanto mi infila delle canzoni nuove nella playlist.

Come vivi e gestisci il rapporto con i lettori. E con le critiche?

Sono due cose diverse. Quando metti fuori un libro sei molto vulnerabile, specialmente con i romanzi, che volenti o nolenti rappresentano una parte intima di te che scegli di raccontare, anche quando non parlano direttamente di cose tue. Io non faccio autobiografia, per cui a finire sulla pubblica piazza è la mia immaginazione, che volendo è ancora più intima della vita vera. L’immaginazione non ha altri testimoni che l’immaginante, e finché rimane tale è protetta e segreta. Quando scegli di farne storia, lì ti esponi moltissimo.

Con i lettori ho un rapporto direttissimo, nel senso che capita che le persone che leggono le mie cose (come del resto capita a tutti) mi dicano che si sono affezionate a un personaggio o l’altro, o che siano state commosse, toccate o irritate da qualcosa che ho scritto. Rispondo sempre a tutti. Sono convinta che sia importante lasciar andare un libro, dopo la pubblicazione: quando esce, non ti appartiene più, è di chi lo legge.

Con le critiche ho un rapporto spero equilibrato: quando sono motivate le accolgo volentieri, sono un mezzo di crescita. Quando non sono motivate magari mi feriscono perché sono sensibile, ma non ne tengo conto. In ogni caso, non rispondo mai in pubblico.

Se dico , citando il titolo di uno dei capitoli; sei un’assassina, e io complice della tua follia.

Mi tocca risponderti che bisogna arrivarci. Comunque è un verso dei Carpacho!, per l’interpretazione letterale bisogna chiedere a loro. A me serviva per raccontare un momento preciso della trama che non posso riportare qui.

Concludiamo con tre domande “leggere”:

Cosa mangerai sta sera per cena? Quale libro prossimamente hai intenzione di leggere? Credi nell’oroscopo…

Non lo so, spero qualcosa di buono visto che sono fuori casa per la BlogFest di Riva del Garda; “Devozione” di Antonella Lattanzi (consigliatissimo); no, ma mi fa molto ridere leggerlo, e ancora più ridere la gente che ci crede. Mi pregio di essere esente da scaramanzia, e infatti sono fortunatissima.

Grazie Giulia. Buona fortuna.